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in Innovazione, Persone & Brand, Responsabilità Sociale, Arte & Cultura

La Compagnia del Bullone: libro-guida per l’anima, dove percorsi bui diventano luce.

B.LIVE: la squadra dei ragazzi più saggi che insegna al mondo il valore potente della vita.

HO UNA VITA SOLA E MOLTO FRAGILE. 

POTREI SCEGLIERE SE ESSERE INCAZZATO PER TUTTO QUELLO CHE LA MALATTIA MI TOGLIE, O FELICE PER QUELLO CHE POSSO IMPARARE AD APPREZZARE.

NON VOGLIO PASSARE IL TEMPO A FARLA PAGARE AL MONDO, POSSO E VOGLIO FARE DI MEGLIO...

B.Livers sono ragazzi che hanno combattuto o combattono malattie gravi.

All’inizio il nemico era il cancro, poi hanno accolto amici con l’HIV, malattie rare e qualunque patologia renda le corsie d’ospedale un luogo troppo famigliare. 

Ma i B.Livers sono anche tutti coloro che li aiutano a ritrovare grinta e motivazione, come Bill Niada, che ha dato vita al progetto B.LIVE di cui i ragazzi fanno parte. 

Insieme hanno avviato molte iniziative dove imparano il mestiere della vita e l’arte del fare: collaborazioni con importanti brand di moda e bellezza, visite in azienda, incontri con personalità del mondo dello sport, della cultura, della medicina.

Insieme hanno creato un giornale, Il Bullone, in cui i ragazzi affrontano temi importanti, come ambiente, cibo, salute, economia, etc. nell’ottica di sensibilizzare sempre più giovani e adulti, al senso di responsabilità e al piacere di lavorare insieme.

Vogliono capire le reali necessità della società per poter costruire, da protagonisti, un mondo migliore.

Il mondo di B.LIVE è in continua evoluzione grazie alle attenzioni e gli interessi di tanti, verso i ragazzi che insieme a tante opportunità crescono attraverso le avventure che qui si generano.

Con queste motivazioni è nato un libro, voluto da Sperling & Kupfer, che racconta la storia del progetto e di come è nato il giornale Il Bullone: tante storie, tutte belle ed emozionanti, che mostrano le tante facce della vita tra cui spesso, nonostante la sofferenza, nascono tanti sorrisi e gioie. 

              Questi meravigliosi ragazzi insegnano a tutti il valore potente della vita.

Così Eleonora ci dice: «Io sono io, la malattia è la malattia. Siamo due cose diverse», stanca degli sguardi pietosi e imbarazzati che suscita la sua testa senza capelli. E' lo stesso per Tony, che si è fatto amputare una gamba per un osteosarcoma; per Cecilia, che ha lottato per anni contro la leucemia; per Giovanni, diviso tra esami medici e universitari; per Miriam, che con l’HIV conviverà per sempre. 

I ragazzi B.Livers, che conoscono gli ospedali fin da piccoli, hanno imparato che, più forte del dolore e della paura, c’è la voglia di vivere. 

Hanno imparato ad accettare, accogliere e condividere l'aiuto degli altri con gratitudine, modestia e fierezza. 

Grazie alle loro esperienze oggi sanno trasmettere e insegnare, con l'entusiasmo che hanno imparato a mettere in ogni cosa che fanno, che non deve più esistere la parola “impossibile”. La loro vita lo dimostra spazzando via ogni dubbio.

Grazie al progetto B.LIVE possono collaborare nelle aziende cercando il lavoro dei loro sogni. Si possono confrontare con gli adulti alla pari e spesso la sanno più lunga, insegnando anche agli adulti la forza e la voglia di vivere pienamente. 

Questo magnifico, testardo e inarrestabile gruppo si è anche lanciato nell’impresa di fondare un giornale, per raccontare le storie di chi, come loro, nel male ha trovato una forza straordinaria e, di fronte alla morte, ha capito il valore di ogni singolo istante.

Nel libro, i B.Livers raccontano la loro ultima avventura giornalistica, ma anche i pensieri, i turbamenti, gli amori e le emozioni di adolescenti, fragili come tutti, ma forse anche un po’ più saggi degli altri. 

Ognuno di noi può essere B.Livers: smettendo di dare la colpa agli altri e costruendo responsabilmente la propria felicità, cercando con curiosità ed entusiasmo cosa fa star bene noi, gli altri e il nostro meraviglioso pianeta.